Il ministro del Lavoro con la circolare 0010478/2013 aveva esplicitato che nella maggior parte dei casi la collaborazione resa nell'ambito familiare costituisce un'obbligazione di natura morale derivante dal legame affettivo quale vincolo coniugale, di parentela e di affinità e che non prevede la corresponsione di compenso. Però è stato posto un limite quantitativo all'occasionalità delle prestazioni in 90 giorni intesi come 720 ore nel corso dell'anno solare.
Quindi se ricorrono suddette condizioni vengono esclusi gli adempimenti di carattere previdenziale. 



La CGUE ha stabilito che il diritto del lavoratore a un'indennità finanziaria per le ferie non godute è trasmissibile agli eredi allorché sia deceduto. Infatti gli eredi di un lavoratore deceduto possono chiedere al suo ex datore di lavoro un'indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite non godute da tale lavoratore.



Il patto di prova è disciplinato dall'articolo 2096 del Codice Civile ed è un patto con il quale le parti di un contratto di lavoro subordinato si impegnano ad un periodo sperimentale di lavoro al fine di consentire una migliore valutazione riguardo alla reciproca convenienza. Durante il periodo di prova entrambi possono recedere senza obbligo di preavviso o d'indennità, eccetto il caso che sia stato stabilito un tempo minimo necessario. 



Sono 6 su 10 i lavoratori irregolari tra le mura domestiche e che quindi vengono pagati in nero, senza contributi nè assicurazione sugli infortuni.  

Le prestazioni di lavoro che si svolgono tra le mura di casa (colf, badanti, baby sitter, insegnanti che danno ripetizioni) sono estremamente difficili da controllare in quanto la Guardia di Finanza e l'Ispettorato nazionale del lavoro a ciò preposti hanno difficoltà ad accedere alle abitazioni private. 



Con la sentenza 24755 del 2018 la Corte di Cassazione afferma che il lavoratore prossimo alla pensione può essere inserito nella lista degli esuberi e questo non rappresenta una forma di discriminazione anche se l'area aziendale non è in crisi.

Secondo questa sentenza è legittima ed in linea con la ratio che ispira la procedura di riduzione collettiva del personale (legge 223/1991) l'individuazione dei lavoratori in esubero sulla base del criterio selettivo della maggiore "vicinanza" alla pensione, in forza di un accordo collettivo raggiunto con il sindacato.



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