La Corte di Cassazione, con sentenza n. 22177, ha fornito una importante indicazione circa l’utilizzo dei riposi giornalieri da parte del padre lavoratore dipendente.

L’Inps, adeguandosi ai dettami della sentenza in parola, ha emesso una apposita circolare (n. 140/2019) evidenziando che il diritto spetta nel caso la madre sia lavoratrice autonoma a prescindere dalla fruizione dell’indennità di maternità da parte della stessa.





Come noto, il credito di imposta D.L. 66/2014, altresì noto come “Bonus Renzi” o “Bonus € 80  in busta paga”, spetta a quei lavoratori che possano vantare determinati requisiti fra cui quello reddituale.

La normativa prevede infatti tre fasce: per redditi fiscali annuali fino a € 24.600,00 spetta interamente (€ 960,00); per quelli compresi fra € 24.600,00 e € 26.600,00 si riduce proporzionalmente; per importi superiori a € 26.000,00 non spetta.  



Ai sensi della normativa civilistica, il datore di lavoro è tenuto ad erogare una anticipazione del trattamento di  fine rapporto che non superi il 70% della somma a cui il lavoratore avrebbe diritto al momento della domanda. Tale erogazione viene conseguentemente detratta dal TFR complessivamente spettante all’atto della risoluzione del contratto di lavoro.



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